Meloni a Libero: «Che errore gli ex An dietro Alfano»

«Scendo in campo per evitare al PdL un’elezione farsa».

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L’apparato non mi vuole? La base sì Ecco perché correrò alle primarie

L’intervista rilasciata a Pubblico a firma di Stefania Podda

E alla fine disse sì. Un sì meditato, persino tormentato. Perché nonostante mastichi politica da quando era una ragazzina e abbia bruciato le tappe di un paese a misura di vecchi e padri più o meno nobili – sino a diventare il più giovane ministro della storia repubblicana – , Giorgia Meloni non ama granché l’esposizione della primissima fila.
Sino a questo momento. Perché ieri ha annunciato via Twitter la sua candidatura alle primarie del centrodestra, con tanto di foto di lei che mette la sofferta firma in calce al documento. Una candidatura che si aggiunge ad altre dieci in quella che si preannuncia come una sfida piuttosto affollata. In ordine sparso, ci sono Angelino Alfano, Daniela Santanchè, Micaela Biancofiore, Alessandro Cattaneo, Giancarlo Galan, Giampiero Samorì, Alessandra Mussolini, Guido Crosetto, Vittorio Sgarbi e Alfonso Luigi Marra. Resta in ballo Giulio Tremonti che ancora non scioglie la riserva, ma che ci sta pensando. Quanto alla Meloni, ci ha pensato parecchio in queste settimane che hanno visto implodere il Pdl.

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Angelino è ostaggio degli apparati, se vinco rottamo tutti e spazio a facce nuove

“Eravamo al 38% ora siamo al 15. Il gruppo dirigente non rappresenta più gli elettori”

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Ho firmato la mia candidatura per le primarie del PdL

Ho depositato anche io la disponibilità alla candidatura delle primarie del Popolo della Libertà. Entro il 25 bisogna portare, quindi entro questa domenica, le firme per la candidatura formale. Credo che valga la pena offrire il proprio contributo per cercare di riportare il Popolo della Libertà e il centrodestra italiano il più vicino possibile a quel 38 per cento con il quale è nato, mentre oggi i sondaggi lo attestano a percentuali molto più basse. Mi piacerebbe che si potesse rappresentare un po’ i delusi, cioè quell’oltre 20 per cento di italiani che oggi non si sentono più rappresentati da noi. E credo di poterlo fare in parte perché delle volte il centro destra e il Popolo della Libertà hanno deluso anche me.

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