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Feb 25

Con il ddl concorrenza il Governo Renzi fa entrare il grande capitale e le lobby nelle attività delle professioni

Il ddl concorrenza del Governo Renzi non ci piace per molti motivi e principalmente perché introduce una serie di meccanismi tutti volti a fare entrare il grande capitale e le lobby delle banche e delle assicurazioni nelle attività proprie e specifiche delle professioni, come notai, avvocati, commercialisti e farmacisti. E non lo fa per favorire i cittadini e per abbassare i costi ma per fare un regalo ai soliti amici.

Questo succede, in particolare, prevedendo alcune norme: la cancellazione dell’autentica e del controllo esercitato dal notaio su tutte le transazioni immobiliari non ad uso abitativo al di sotto dei 100 mila euro di valore catastale e sulla costituzione delle società di capitale sotto i 20 mila euro; l’estensione delle funzioni proprie dei notai e degli avvocati a società multiprofessionali al cui interno possono entrare soci di capitali; la possibilità per i soci di capitale di comprare le farmacie e di concentrare la loro proprietà in poche mani. Fratelli d’Italia si batterà al fianco dei cittadini e delle professioni per bloccare questa deriva.

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1 comment

    • Francesco Felis on 8 Mar 2015 at 16:37
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    Gli interventi del dll concorrenza si legano ad altri provvedimenti in arrivo?
    Lei sa perché notai e avvocati sono differenti tra loro.Non è questione di bravura.Essendo gli uni pubblici ufficiali e gli altri liberi professionisti ,per esempio,come si controllerà ,per rendere effettiva una responsabilità ,un avvocato straniero che eserciterà occasionalmente o stabilmente la sua attività di autentica e poi ritornerà al suo paese?
    Un pubblico ufficiale non lo può fare .Ma di più
    A parte i rischi,per i cittadini che una società di pura consulenza parabancaria,renda gli avvocati puri suoi dipendenti( cosa che non gli auguro e non auguro) e persegua i suoi fini,esempio americano docet,vi sono differenze tra avvocati e notai.Non è questione di bravura ma di diversità.Gli avvocati ,i notai,persiono i giudici sono semplicemente diversi tra loro
    A- Gli avvocati e/ o giudici dirimono una controversia specifica, perciò adempiono a un interesse dei ” contendenti”, dai quali i giudici devono essere indipendenti.
    I notai perseguono ad un tempo gli interessi delle parti e dei terzi e dello Stato in genere. I notai che per questo non sono ancelle dei giudici e avvocati: almeno sono diversi da loro.
    La nostra vera caratteristica è questa funzione pubblica intesa non solo come servizio allo Stato ma rivolta al pubblico ,dando al pubblico ,operatori economici o no, DATI CERTI e attendibili. Non solo tutela delle parti, della parte debole o servizio per lo Stato, ma elaborare, “creare”, fornire dati certi e attendibili per tutti.Anche di coloro non ancora nati ma che un domani vorranno sapere informazioni sul bene.
    Questo è un valore aggiunto per la società e raggiunto in modo economico per lo Stato e la collettività. Che ci differenzia pure dai giudici. Che partono da una richiesta di parte, risolvono una controversia, affermano un principio di diritto, ma prima di tutto per le parti e solo indirettamente, come precedente può servire ad altri. Tanto è vero che nell’uso delle sentenze, come precedenti si dovrebbe sempre tenere conto, non prescindendo, della vicenda che la origina.I giudici sono tenuti alla tutela giurisdizionale e devono decidere “su tutta la domanda e non oltre i limiti di essa” (art.112 cpc), cioè il giudice deve decidere, ma è condizionato dalla domanda, che precisa l’oggetto e l’ambito decisorio…stabilendo che i limiti della decisione debbono coincidere con i limiti della domanda.Gli avvocati sono ancora più dei giudici”condizionati”dalla controversia e dall’interesse della loro parte. Il giudice può scegliere la norma da applicare ma deve porre a fondamento della sua decisione le prove proposte dalle parti,anche se non è più legato strettamente alle nozioni di fatto presenti negli atti del giudizio . Perciò i giudici,persino loro ,gli avvocati di più ,sono limitati dalla domanda e dalle pretese reciproche e vantate. Il notaio no.
    Per questo ,per il pericolo che società parabancarie facciano controllo giuridico ,cioè nessuno faccia più nulla,le chiedo,nelle forme costituzionali un intervento. Inoltre vi è il recente emendamento approvato al senato in tema di start up (D.D.L. AC-2844, di conversione del D.L. n. 3/2015 ,investment compact .Emendamento approvato in Commissione alla Camera dei deputati il 5 marzo 2015:ART. 4.Dopo il comma 10, aggiungere il seguente:
    10-bis. Al solo fine di favorire l’avvio di attività imprenditoriale e con l’obiettivo di garantire una più uniforme applicazione delle disposizioni in materia di start-up innovative e incubatori certificati, l’atto costitutivo e le successive modificazioni di start-up innovative sono redatti per atto pubblico, ovvero per atto sottoscritto con le modalità previste dall’articolo 24 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. L’atto costitutivo e le successive modificazioni sono redatti secondo il modello standard tipizzato con decreto del Ministro dello sviluppo economico e trasmesso al competente ufficio del registro delle imprese di cui all’articolo 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580.)
    Con questo emendamento si equipara un atto pubblico (dove un pubblico ufficiale attesta cosa è avvenuto davanti a lui e si assume responsabiltà non solo per l’attestazione ma anche per l’antiriciclaggio e per la c.d omologa ,controllo di legalità ,prevista da norme europee) a un atto firmato privatamente ,magari in cucina con una Smart card,senza alcun controllo su chi firma e nessuna assunzione di responsabilità in tema di anti riciclaggio ecc. Qui non si sa ,quasi ,neanche chi lo trasmette e comunque costui è un semplice postino.
    È necessario un suo intervento ! Nelle forme costituzionali certo,ma facendo presente i pericoli sulla legalità .
    B-Sulla chiusura dei notai
    Cosa è un oligopolio? Veniamo all’essenza dell’argomentazione.
    Troppo facile rispondere un mercato dove vi sono poche imprese .Ci sono criteri per appurare quante poche devono essere e questi criteri potrebbero essere favorevoli ai notai . Vediamoli.
    Le teorie dei mercati concorrenziali affermano che meno concorrenza si trova un’impresa ,maggiore è il suo potere di mercato,cioè la capacità di fissare il prezzo al di sopra del costo marginale.Perciò sono,in genere due le domande che scaturiscono,una relativa a quanto potere di mercato esercitano certe imprese ,un’altra relativa a quali siano i principali fattori che determinano il potere di mercato.Assume rilievo il numero delle imprese ,la loro dimensione relativa.Per questo un indice che colga il numero e la dimensione relativa delle imprese diventa utile. Si tratta del c.d indice HHI, cioè indice di Herfindal-Hirschman. Cosa dice?
    In un settore bisogna, per vedere se c’è un oligopolio, calcolare la somma dei quadrati delle quote di mercato delle imprese operanti nel settore.
    La quota di mercato è la percentuale del fatturato totale del settore in capo alla singola impresa.L’indice HHI è la somma al quadrato delle quote di mercato delle imprese presenti in un’industria.
    Orbene se fossimo nel campo del trasporto aereo in Europa dovremmo calcolare la percentuale, la quota di mercato di Air France, Ryanair e Luftshansa per esempio, sempre che esistano solo queste tre.
    Se la prima, francese, ha una quota di mercato del 60%, la compagnia low cost del 25% e la tedesca del 15%, avremmo un indice HHI fatto da 60 al quadrato più 25 al quadrato piu 15 al quadrato. Totale 4450. Cioè c’è oligopolio. La Federal Trade Commission considera un indice sotto i 1500 mercato concorrenziale, un indice superiore a 2500 oligopolio, un indice intermedio da valutare. Si tenga conto che ricorrendo al quadrato della quota di mercato, il calcolo dell’HHI produce valori sempre più grandi all’aumentare della quota di mercato delle imprese che dominano il settore.Proviamo a verificare. Se le quote di mercato al quadrato dei notai liguri, se l’ambito territoriale è la Liguria o dei notai italiani, se è l’Italia non superano in totale i 1500 di che parliamo?
    Ma poi il nostro settore quale deve essere?Non è l’autentica di questo o quello,ma il controllo della legalità,il controllo ,in modo indiretto o diretto,su come vengono erogati gli altri servizi,quello dell’agente immobiliare,quello della società di costruzione,quello dei commercianti che per intraprendere vogliono farlo costituendo una società.E’ possibile se si definisce così la nostra attività applicarvi l’indice HHI,che pure probabilmente ci darebbe ragione?
    Cari saluti
    Francesco Felis
    ffelis@notariato.it
    Via cesarea 10/2
    16121 Genova

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