Migranti, scandalosa ovazione parlamentari europei della sinistra per Rackete

Carola Rackete ha violato i nostri confini e le nostre leggi, ha speronato la Guardia di Finanza e su di lei grava il sospetto che abbia portato in Italia dei trafficanti di esseri umani arrestati per aver torturato decine di immigrati in Libia. Ma oggi a Bruxelles ha ricevuto l’ovazione dei parlamentari europei della sinistra. Scandaloso. Quello che però più mi indigna è che nessuno di questi signori abbia chiesto conto alla Rackete delle dichiarazioni rilasciate ad una tv tedesca, nelle quali sostiene di aver ricevuto dal Governo tedesco l’ordine di portare e far registrare in Italia tutti gli immigrati che trasportava con la Sea Watch 3. Parole gravissime sulle quali Fratelli d’Italia continua a chiedere di far luce: il popolo italiano ha diritto di sapere se c’è o meno la volontà di uno Stato estero a decidere dei nostri confini.

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9 commenti

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    • emilio nannini on 3 Ottobre 2019 at 18:05
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    Scandaloso, siamo veramente lo zerbino d’Europa.
    ci vorrebbe immediato intervento di uno dei nostri parlamentari europei che abbia i coglioni per farsi sentire e dirgliene quattro in un modo brusco e deciso anche usando parole più’ da bar che da parlamento se necessario, che attiri l’attenzione dei media e che ne faccia parlare in tutta Europa…
    a essere troppo carini, gentili ed educati spesso – se non sempre – la si prende dove non batte il sole

      • Pino 007 on 4 Ottobre 2019 at 07:56
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      …. uno dei nostri parlamentari con i cogli….? Scusi, mi faccia capire, abbiamo forse un parlamentare con i cogli…? A Bruxelles? Io direi che abbiamo piu’ un lecca cu…. che un parlamentare, poi tutto potrebbe essere soggettivo, ma ho i miei dubbi. Saluti.

    • RUGGERO GIGLIOTTI on 3 Ottobre 2019 at 18:56
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    Cara Giorgia,serve una Politica unitaria di tutte le Destre,preferirei unica Destra compatta e forte con i nostri valori.E’ una vera vergogna l’ovazione dei parlamentari Europei.Gigliotti Ruggero ex cons.Comunale del M.S.I.per per due mandati, dopo ho ottenuto un Vice Sindaco assessori e consigliere Provinciale.Adesso sono un modesto Cittadino che non vede una buona Politica ecc.ecc.

    • Pietro Bellinzona on 4 Ottobre 2019 at 08:14
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    Vaffan……kernel!

    • Pietro Bellinzona on 4 Ottobre 2019 at 08:17
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    Volevo scrivere :”Vaffan….merkel !

    • Giuseppe on 4 Ottobre 2019 at 13:00
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    Non c’è affatto da stupirsi! Quando qui in Italia quelli che infrangono la legge sono tutelati vogliamo ancora indignarci o scandalizzarci? Occorre necessariamente fare rispettare le leggi se siamo in un paese civile!!!! DURA LEX SED LEX!!!!!!!! Questo dovrebbero fare i giudici!!!

    • Gino Cerutti on 4 Ottobre 2019 at 13:10
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    IMMAGINATEVI SE UN COMUNE CITTADINO, il quale avesse subito gravissime ingiustizie (penso a quell’imprenditore che si é suicidato per il fallimento della sua azienda, dato che lo Stato non lo rimborsava dei milioni di euro che gli doveva e nessuno gli dava retta) potrebbe mai ricevere udienza presso codesti signori seduti in emiciclo, lautamente pagati dai contribuenti europei ! Sarebbe tranquillamente ignorato o spicciativamente messo alla porta dagli uscieri, come talvolta capita a quelli delle Jene ! MA PER LA CRUCCA MANGIAPATATE, ben altro il fato riserva ! L’eroina dello speronamento “umanitario” su “ordini superiori” del IV Reich merkeliano (lo stesso che seda i migranti riottosi e li rispedisce in Italia) viene applaudita come una novella Garibaldi al miracolo di San Gennaro a Napoli da parte dei soloni dell’europeismo anti-sovranista. Solo che la “racchetta teutonica” non ha davvero niente di eroico e di contro-corrente. Si limita ad obbedire ai burattinai che la fanno muovere e festeggiare a loro piacimento. E forse…NEMMENO LO SA !

    • pinco pallo on 7 Ottobre 2019 at 01:13
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    CHE COS’E’ PIU’ GRAVE ?
    Certo quello che ha fatto la RACKETE è un atto gravissimo : in pratica, ha attaccato uno Stato, lo Stato Italiano, e lo ha messo ko, riuscendo nel suo scopo di portare in Italia i suoi migranti ; ha attaccato militari in servizio che stavano eseguendo compiti ufficiali in esecuzione di atti pubblici, adottati in base a leggi e per motivi di interesse nazionale ed ha addirittura attentato alla vita delle persone aggredite.
    Certo è anche grave che qualcuno abbiano poi omaggiato la RACKETE come fosse un’eroina; e che qualcuno l’abbia addirittura santificata (in quei giorni è stata indetta una messa solenne per i migranti…….e per i loro soccorritori !!!!)
    Ma è anche grave che la GIP VELLA abbia negato la convalida dell’arresto della RACKETE richiestagli dal PM PATRONAGGIO, per cui la RACKETE se ne è potuta andare libera per il mondo a gloriarsi della sua impresa, così essendo stato tutelato – dalla giustizia !!! – non l’aggredito ma – paradossalmente – l’aggressore.
    Ma è anche grave che con quell’ORDINANZA la GIP – pur avendo riconosciuto che la RACKETE ha commesso il reato contestatogli di resistenza e violenza ai militari – abbia giustificato la RACKETE stessa perché ….l’avrebbe commesso – a suo dire – IN ADEMPIMENTO DI UN DOVERE GIURIDICO; e ciò in base ad un – da essa GIP – male inteso e peggio applicato art 51 C.P.
    Ma è anche grave il fatto che in quell’ORDINANZA l’art 51 C.P. – che, è vero, letteralmente dice che non è punibile chi ha commesso il reato in adempimento di un dovere – risulta essere stato applicato dalla GIP ESSENDOSI LIMITATA SOLTANTO A LEGGERE MATERIALMENTE IL SUO TESTO LETTERALE, così come …….avrebbe potuto fare chiunque, sia io che voi, in pratica senza aver premesso un minimo di doverosa INTERPRETAZIONE di quella norma, rivolta a stabilirne il suo reale significato e la sua reale portata e quindi senza prima essersi accertata se la norma stessa poteva essere davvero applicata alla RACKETE. In via generale ogni giudice – quando gli si presenta il problema se applicare o meno una qualsiasi norma – si pone, per dovere di ufficio, alcune DOMAMNDE preliminari : cioè anzitutto la domanda su quali siano le CONDIZIONI per applicare quella norma (perché non le trova belle scritte e già pronte all’uso – come le insalate già lavare e pronte solo da condire e gustare – nel testo letterale della norma stessa, ma invece se le deve andare a cercare – e di solito se le va a cercare – nell’Ordinamento e ciò con quella squisita e faticosa attività professionale dei giudici che è l’INTEPRETAZIONE) ; e poi – una volta stabilite quali siano le precise CONDIZIONI – la ulteriore domanda se tali condizioni ESISTEVANO O MENO nella vicenda da giudicare, al riguardo inoltre ARGOMENTANDO e DIMOSTRANDO. Se in via generale nei giudizi non accadesse così, che bisogno ci sarebbe – per far giudicare un fatto – di andare proprio davanti ad un giudice ? Qualsiasi onest’uomo – che sapesse leggere e scrivere – basterebbe ed avanzerebbe.
    Dunque è anche grave che la GIP, invece, quelle domande NON SE LE SIA POSTE, ma – dopo aver riferito i fatti e le asserzioni della RACKRETE – abbia sùbito, sic et simpliciter, applicato alla RACKETE l’art 51 C.P, giustificandola, come detto, appunto con l’ADEMPIMENTO DI UN DOVERE, DOVERE che per essa RACKETE sarebbe stato – secondo la GIP stessa – quello di SOCCORRERE
    In particolare dice della RACKETE la GIP: avendo essa il DOVERE DI SOCCORRERE i migranti che aveva a bordo; dovendo quindi sbarcarli in un porto sicuro; essendo tale a suo avviso solo il porto italiano; vedendosi proebire tale porto da ingiunzioni ordini e divieti delle Istituzioni ; vedendosi ostacolare il suo proposito di sbarcare dalla GdF (che cattiva !!); trovandosi in uno STATO DI NECESSITA’ per le condizioni sempre più deperite dei suoi migranti stremati dalla lunga attesa di sbarcare; alla fine, dopo 14 giorni durante i quali aveva cercato, parole della RACKETE, di rispettare la legge (ma che brava !!!), era stata di fatto costretta – poverina, aggiungiamo noi ! – a fare un atto di forza.
    Ma si dà il caso che in quelle circostanze la RACKETE non aveva alcun DOVERE DI SOCCORRERE : quando ha lanciato la Sea Watch contro la motovedetta della GdF (come fosse Robin Hood che lanciava le sue frecce contro gli armigeri del cattivo signore), essa NON ANDAVA A SALVARE NESSUNO, perché i migranti ERANO STATI GIA’ ABBONDANTEMENTE SALVATI DA LEI QUALCHE SETTIMANA PRIMA, ma ANDAVA SOLO E SEMPLICEMENTE A SBARCARLI IN PORTO, che è una cosa del tutto diversa. Peraltro – pur sotto la copertura della ipocrita retorica umanitaria – la sua era una stretta OPERAZIONE COMMERCIALE : ossia essa in realtà andare a consegnare la merce umana che aveva a bordo ai clienti (cooperative rosse e religiose) che l’aspettavano da troppo tempo; il che peraltro spiega la sua forte determinazione quale brava ed efficiente tedesca. Pertanto, essa RACKETE non poteva giustificarsi – e soprattutto non poteva essere giustificata dalla GIP – con un DOVERE inesistente, dal momento che – come detto – NON STAVA SALVANDO, ma stava solo SBARCANDO
    Inoltre la RACKETE non solo non aveva un DOVERE DI SBARCARE I MIGRANTI – DOVERE peraltro camuffato, come ripètesi, come DOVERE DI SOCCORRERLI – NEL PORTO SCELTO DA LEI A SUO ARBITRIO; semmai AVEVA IL DOVERE DI OTTEMPERARE ALLE INDICAZIONI- SUL PORTO DOVE SBARCARE – DATEGLI DELLE AUTORITA’ STATALI COMPETENTI ALLA GESTIONE GENERALE DEI SOCCORSI. AUTORITA’ CHE in effetti SONO COMPETENTI – PER LEGGE – ANCHE E PROPRIO AD INDICARE – AI COMANDANTI DELLE NAVI CHE HANNO SOCCORSO NAUFRAGHI – IL PORTO DOVE SBARCARE e CHE – DI FATTO IN QUELL’OCCASIONE – SI ERANO SOLLECITAMENTE ATTIVATE INDICANDO ALLA RACKETE APPUNTO UN DETERMINATO PORTO CHE ESSA invece HA DICHIARATAMENTE ESCLUSO. Tutte cose che – sorprendentemente – ammette esplicitamente – punto per punto – proprio essa RACKETE e che riporta anche la GIP nell’Ordinanza, senza accorgersi le due donne che da tali loro ammissioni entrambe vengono sconfessate,
    Ed è anche grave che la RACKETE in quelle circostanze non abbia ottemperato ad un altro DOVERE – che essa pur senz’altro, questo sì, aveva — ossia quello di obbedire ad ordini, divieti, ingiunzioni dello Stato Italiano (che gli negavano di poter sbarcare nel porto da lei sceLto), atti legittimi perché adottati in base a leggi e da autorità governative competenti e per interessi nazionali. In via generale bisogna obbedire agli atti delle Autorità o no ? Oppure questo dovere lo abbiamo soltanto io e voi, ma non la RACKETE ? Domande che rivolgiamo – per competenza – alla GIP.
    Ed è anche grave il fatto che la RACKETE non avesse comunque, come essa sostiene, per costringerla a fare quel che ha fatto, ALCUNO STATO DI NECESSITA’, il quale – a suo dire – sarebbe stato rappresentato dalle pretese gravi ed ingravescenti condizioni dei suoi migranti, tali addirittura da vulnerarne anche i loro cd diritti umani, per cui –sempre a suo dire – avrebbe dovuto sbarcarli di forza a tutti i costi , cioè anche a costo di fare reati. STATO DI NECESSITA’ , questo, che non solo NON AVEVA, ma CHE E’ STATO ANCHE ACCERTATO IN MODO INCONTESTABILE CHE NON AVEVA.
    In effetti, si dà il caso che Il TAR (Tribunale Amministrativo RegIonale) e la CEDU (Corte Europea dei Diritti degli uomini) quindi non proprio magistratucoli di periferia – giudici aditi con successivi ricorsi dalla RACKETE – abbiano respinto i suoi ricorsi, dichiarando espressamente che in realtà A BORDO DELLASEA WATCH 3 NON C’ERA AFFATTO LA SITUAZIONE DI NECESSITA’ LAMENTATA, COST’ SMENTENDO DI NETTO ED AUTOREVOLMENTE LE ASSERZIONI DELLA RACKETE.
    Ed è anche grave il fatto che la GIP – nel cennare di queste decisioni giudiziarie nel corso del racconto dei fatti – si sia limitata a dire solo che sono state sfavorevoli, punto e basta. Scusate la mia ignoranza, ma, – trattandosi di precisi e concreti fatti di causa. Intervenuti specificamente sulla vicenda, richiesti dall’indagata proprio per incidere e nella speranza che incidesse sulla vicenda stessa e necessariamente suscettibili di influirei sulla relativa valutazione giudiziale – la GIP non doveva dire – e fare – qualcosa di più ? Non doveva in particolare prendere posizione al riguardo ? Due erano per la GIP le posizioni che avrebbe potuto/dovuto prendere rispetto a quelle decisioni giudiziarie : o essere d’accordo, nel qual caso doveva respingere le giustificazioni della RACKETE come un insieme d fandonie e quindi concedere la convalida dell’arresto; o essere In disaccordo, motivando al riguardo e solo allora potendo legittimamente accogliere quelle giustificazioni e respingere la richiesta di convalida. Invece, non ha fatto nulla : è stata solo zitta !!!! Ed è passata disinvoltamente…… oltre ! Come se quelle decisioni giudiziali fossero ….…..nulla !!! Sconcertante !!!!
    Quelle decisioni del TAR e della CEDU – come ogni decisione di giudici – contengono per principio un ACCERTAMENTO GIUDIZIALE, il quale, come si dice, fa stato, cioè è efficace e vale obbligatoriamente per TUTTI per cui NESSUNO può discostarsene (salvo ovviamente se impugna e riesce a far annullare una decisione non condivisa). Quelle decisioni dunque NON SONO CHIACCHIERE SENZA EFFETTI E CONSEGUENZE. Quindi nel nostro caso, in forza di “quelle” decisioni E’ GIUDIZIALMETE CERTO ED E’ UNIVERSALMENTE INNEGABILE QUANTO HANNO AFFERMATO e cioè che la RACKETE in quell’occasione NON VERSAVA AFFATTO NELLO STATO DI NECESSITA’, da lei addotto – e dalla GIP de plano condiviso!!! – per giustificare il suo atto di forza. Come ha fatto la GIP a decidere – in favore della RACKETE – senza tenerne conto ? Essa GIP, pur citando le decisione per semplice dovere di cronaca, poi disinvoltamente se ne è disinteressata come fosse acqua fresca. In pratica, HA GIUDICATO OMETTENDO LA VALUTAZIONE DI FATTI DI CAUSA : MA CHE RAZZA DI GIUSTIZIA E’ QUESTA !!!!!!!!!
    Questa cosa peraltro – non si può non osservare – non è solo un’OMESSA DECISIONE, ma rappresenta anche una OMESSA MOTIVAZIONE, che è la più grave delle irregolarità formali in cui può cadere un provvedimento giudiziario.
    Inoltre rimane da chiarire : quelle decisioni del TAR e della CEDU – a parte il comportamento omissivo della GIP – – valgono o non valgono ? Vogliano saperlo, abbiamo diritto di saperlo e il silenzio della GIP al riguardo – magari perché disturbava non poco la sacra immaginetta della RACKETE quale nuova pulcella d’orleans che nell’Ordinanza veniva pian piano di fatto, senza volere, disegnata – certamente non ci aiuta. Chiediamo, vogliamo, pretendiamo una risposta. Magari ce la darà la Cassazione che – su rIcorso del PM – dovrà decidere sull’ORDINANZA. Speriamo che la Cassazione……..non aggiunga silenzio al silenzio.
    Ammettiamo però il caso – probabile – che la Cassazione – trascinata eventualmente dalla forte corrente filoimmigrazionista che c’è nella magistratura – invece non dica niente in merito a tale omissione ( che pur invalida sia la difendibilità della posizione difensiva della RACKETE, sia la legittimità dell’ ORDINANZA adottata a suo favore) ; e non dica niente anche su tutte le altre numerose irregolarità dell’Ordinanza pur denunciate dal PM, nonché su tante ulteriori e più gravi irregolarità che si potrebbero ulteriormente addebitare all’ORDINANZA; e quindi che arrivi a respingere il ricorso del PM e perciò a confermare l’ORDINANZA.
    E’ grave quello che in tal caso – cioè see la Cassazione respingesse il ricorso del PM – succederebbe : verrebbe confermata dal massino organo della Giustizia la tesi della GIP e cioè quella secondo cui, PUR DI ADEMPIERE AL DOVERE DI SOCCORRERE SI POSSONO IMPUNEMENTE COMMETTERE REATI; tesi che diventerebbe un PRINCIPIO GIURISPRUDENZIALE, al quale tutti i giudici in casi analoghi successivamente si adeguerebbero. A tale principio chiaramente tutti i mercanti di merce umana si richiamerebbero : tutti loro, andando ad attraccare nei porti italiani, potranno allora sostenere (già lo fanno, ma poi potranno farlo anche meglio con l’avallo di tale principio e inoltre anche intimidendo chi volesse resistere) che starebbero SALVANDO VITE UMANE (mentre – come detto – stanno soltanto sbarcando merce) e quindi dovrebbero essere lasciati fare !!! Allora, altro che invasione !!!! Non ci sarà governo di qualsiasi colore, leader, ministro dell’interno, maggioranza, uomo politico, partito ecc che potrà rimediare. Non serviranno battaglie dentro e fuori il Parlamento e davanti a tutte le TV, opposizioni, proteste, contestazioni anche le più dure, lamentele, grida, facce feroci, muscoli esibiti, anatemi, marce ed assemblee oceaniche di piazza…. Tutto questo non servirà a nulla. A nulla ! CHIARO ? A NULLA !!!
    Ho cercato allora di sensibilizzare i Politici sulla necessità estrema di attivarsi per impedire che il caso emblematico della Rackete produca – come detto – un dannosissimo PRINCIPIO GIURISPRUDENZIALE : ciò , intervenendo nel giudizio di Cassazione sul ricorso del PM contro l’ORDINANZA della GIP, magari con un ESPOSTO POPOLARE (che denunciasse quei difetti sopra osservati e tutte gli altri numerosi difetti dell’ORDINANZA stessa, che non sono contemplati nel ricorso pur robusto del PM e soprattutto smantellando equivoci, illogicità ed ipocrisie generali su cui si basa quel provvedimento ed in genere tutta la propaganda immigrazionista).
    Sapete quale successo ha riscosso tale mia iniziativa ? ZERO. NESSSUNO, NEANCHE UNO dei Politici raggiunti ha mostrato il minimo interesse o anche semplice curiosità.
    Che cos’è allora più grave ?
    Probabilmente, le mie erano solo sciocchezze.
    Per caso qualcuno le condivide ? Fatemelo sapere, ma presto prima che la Cassazione decida.

    • pinco pallo on 7 Ottobre 2019 at 10:18
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    Mi sono domandato come mai una mia proposta di fare qualche iniziativa giudiziara, ad es un ESPOSTO POPOLARE, per inserirsi nel giudizio pendente davanti alla Cassazione nei confronti dell’ORDINANZA della GIP che non ha convalidato l’arresto della RACKETE, non ha avuto successo presso i politici. Evidentemente costoro – come tutti noi d’altra parte – ormai hanno troppa sfiducia nella giustizia. E questo è grave.

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